Friday, April 4, 2008

Because the Night

Patricia Lee Smith e Robert James Fischer. In arte Patti e Bobby, entrambi nati a Chicago, ma artisti globali. Quando due divi-antidivi si incontrano. Un sogno di una notte di mezza estate confermato (e testimoniato) dal Grande Maestro islandese Helgi Olafsson:
Negli anni ’60 Patti Smith si era trovata a lavorare proprio nella libreria newyorkese in cui il best-seller “Bobby Fischer Teaches Chess” venne lanciato sul mercato. Verso la fine di agosto del 2005 Patti Smith venne in Islanda per un concerto. Volle incontrare Bobby. Forse lo vedeva come un ribelle. Mi fu chiesto di combinare un incontro. Parlarono per due ore nel ristorante dell’Hotel Borg. Non credo che sarebbe appropriato da parte di un osservatore silenzioso riferire tutto ciò di cui discussero, ma ad un certo punto Patti disse: “In qualche modo ho sempre saputo che tu ti muovi nella musica”. Quando si separarono lui le disse che gli aveva fatto piacere incontrare un’americana(1).
Anche Patricia ha voluto ricordare l’incontro con Robert. La traduzione è di Isadora Duncan:
ROBERT JAMES FISCHER
“Bobby”
(9 marzo 1943 – 17 gennaio 2008)

Lo incontrai in Islanda a mezzanotte in un angolo buio di una sala da pranzo vuota. Le nostre guardie del corpo vennero incaricate di vigilare all’esterno. Non parlammo di scacchi. Ciò di cui parlammo fino all’alba fu di rock and roll, la sua passione giovanile.
Abbiamo cantato centinaia di canzoni, tutta la notte. Conosceva ogni parola di ogni canzone rock degli anni ’50, ogni canzone della Motown. Sapeva anche ballarle.
Possedeva ancora il cuore del ragazzino che vestiva in sagrì, colui che giocava per soldi e vinceva con gli adulti in Washington Square per comprarsi un biglietto per il cinema.
Ci divertimmo molto. Al momento di salutarsi lo ricordo mentre indossava il parka. Era malandato e paranoico e tuttavia dentro gli occhi scuri ardevano ancora l’intelligenza, il furore e l’umorismo del giovanissimo Grande Maestro.
Non apparteneva a nessuno ed incarnava una forza incontenibile. Il genio è pericoloso. Pensare di imprigionarlo è follia.
Addio, Bobby. Piango la tua dipartita. Se ci rincontreremo non ti parlerò di scacchi, ma ti canterò una canzone di Buddy Holly. La tua preferita. Le parole le sai.
[ Patti Smith ]


(1) Dirk Jan ten Geuzendam, “They’ll Do It Every Time”, New In Chess, n. 2, 2008, p. 18.