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Thursday, April 2, 2015

一致欢呼 (Acclamation)

3月29日晚,意大利华商总会普拉托华商会假座普拉托国际大酒店,隆重举行第七届换届庆典大会。王增理先生连任会长、周荣景荣任执行会长、周建华荣任第一常务副会长、王建汉荣任理事长、王贤松荣任监事长、莫东科荣任秘书长。中国驻佛罗伦萨总领馆王辅国总领事、意大利政府官员、意大利侨界各兄弟侨团以及会长团全体成员共300余人出席活动。[Read more].

On Sunday evening, March 29, 2015, the “Associazione Generale del Commercio Italo-Cinese — Sezione di Prato” sumptuously celebrated its seventh general assembly in Prato. Mr. 王增理 (Wáng Zēnglǐ) was re-elected President, while Messrs 周荣景 (Zhōuróng Jǐng), 周建华 (Zhōu Jiànhuá), 王建汉 (Wáng Jiànhàn), 王贤松 (Wáng Xiánsōng) and Dr. 莫东科 (Mò Dōngkē) respectively served as Executive Director, First Vice-Chairman, Chairman, Chief Supervisor and Secretary-General. Chinese General Consul in Florence 王辅国 (Wáng Fǔguó) attended the ceremony. According to our correspondent, some 300 people attended the meeting.

President Mr. Wáng Zēnglǐ (王增理先生). Photo: italiapratohuashanghui.

Secretary-General Dr. Mò Dōngkē (莫东科). Photo: italiapratohuashanghui.

Wednesday, January 22, 2014

世界公民 (World citizen)

Lo conosco da sette anni. Lo incontro tutti i giorni, sullo stesso marciapiede.
Lui è uno dei neri che piantonano l’entrata/uscita del supermercato: una guardia volontaria non retribuita, più giurata di un vangelo. Non è mai mancato un giorno. Inappuntabile e puntuale. Una roccia. Con il vento e con la pioggia, con il sole e con l’ora legale. Rimette in fila i carrelli, aiuta gli anziani a caricare la spesa in macchina. Qualcuno gli porge una moneta per gratitudine o per carità.
Io più o meno gli passo un €uro al giorno, senza particolari motivi. Non è poco per me, ma non è abbastanza per lui. I miei amici orientali mi disapprovano. “Lui può lavorare!”, protestano con veemenza. “Lui lavora”, ho sempre risposto io con garbo. Se l’è infatti inventato un lavoro, all’ombra e nel parcheggio di una Società dei Consumi per Azioni.
Oggi è mercoledì 22 gennaio. Sono all’Internet Point di fronte al supermercato. Non sono troppo ispirato. Ad un certo punto entra lui e mi si siede accanto. Metto mano alla tasca un po’ sbadato un po’ svogliato: to’, eccoti l’€uro. “No, no”, mi ferma lui. Estrae da una busta il contrassegno di una raccomandata. La sua storia la conosco, ma per la prima volta in sette anni leggo il suo nome.
Sul contrassegno c’è un numero. Lungo (dieci caratteri). “Sul sito della Questura”, mi dice, “il numero. Il permesso di soggiorno”. Un clic sul sito della Polizia di Stato, un altro su Permesso di Soggiorno, un altro ancora su Numero pratica o assicurata. Digito il numero, clicco e... apriti sesamo: il permesso di soggiorno è pronto e concesso. Può ritirarlo alla Questura di Pisa.
Glielo dico. Glielo leggo. È uno dei giorni più felici della sua vita.
È incredulo e basito. Gli occhi gli si inumidiscono. Mi abbraccia. “Grazie, grazie”, sussurra.
Erano sette anni che aspettava. Oggi gli abbiamo riconosciuto il diritto di non essere invisibile, ma gli è costato caro. Troppo.
Festeggiamo con un caffè. Poi ci salutiamo. “Ci si vede stasera”, gli prometto.
E stasera ci rivedremo, come se niente fosse.
Mi vergogno del mio paese, ma sono contento per lui.
E se sono contento per lui, sono un po’ più contento anche per me.